Xu Qui Lin - I PRINCIPI D'ITALIA

Vai ai contenuti

Menu principale:

Xu Qui Lin

Progetto
 
Xu Qui Lin

Quando, nel 1990, Xu Qiu Lin scelse Prato come sua nuova terra di vita e di lavoro dicerto non sapeva che il suo destino aveva in serbo per lui ottimi auspici e impensabilisuccessi. Sedici anni più tardi, Giulini o Giulio, come lo chiamano alla "Tuscany Valley", è il primo imprenditore cinese a far parte di Confindustria e la sua Giupel, azienda produttrice di abbigliamento in pelle e tessuto, è la prima impresa orientale iscritta all'associazione industriali. Nato a Wenzhou 46 anni fa, Qiu Lin, oggi padre di 4 figli, prima di diventare il Presidente Giulini, è stato studente d'italiano a Perugia, cameriere a Firenze infine lavorante per conto terzi a Prato. "Ho iniziato aprendo una ditta di due persone, tagliavamo pelli e poi via via mi sono ingrandito ed ho cominciato ad importare capi già fatti dalla Cina", fino a quando, nel 2000, Giulini decide di compiere il grande salto: "Ho capito fin da subito che la strada giusta era fondare un'azienda con dipendenti italiani ecinesi, i primi perchè creativi, inventivi, fantasiosi, perfetti organizzatori e amministratori e isecondi perchè propensi e abituati a lavorare tanto, molte ore al giorno, senza rimbrotti elamentele". Detto e fatto: alla Giupel spa, 25 dipendenti dei quali 10 italiani, 15 milioni di fatturato l'anno, puoi incontrare la Cina "antica" e l'Italia "moderna", puoi sentire il ticchettio delle macchine da cucire muoversi veloci sotto i colpi di tacco di graziose ragazze orientali e puoi sentire l'accento unico e incofondibile dei dipendenti pratesi che qui disegnano capi e progettano linee di abbigliamento. L' integrazione alla Giupel funziona bene e paga tanto.

Qiu Lin: "La mia speranza è che la nostra esperienza di impresa multietnica rappresenti uno stimolo perchè i colleghi cinesi si sentano davvero parte integrante della città e per gli amici e cittadini pratesi affinchè guardino a noi orientali con solida e reale fiducia. da tanti anni lavoro nel tessile e ho pertanto maturato quella giusta dose di esperienza che mi consente di muovermi sicuro nei meandri imprenditoriali, ma soprattutto ho capito l'importanza del rispetto delle regole, della legalità ed eticità del lavoro; insegnamenti preziosi che cerco, nel mio piccolo, di trasmettere e far comprendere anche ai miei connazionali".Almeno una volta all'anno Giulini torna, moglie e figli al seguito, nella sua Cina e con maggiore frequenza rientra a Hanzhou dove l'attende la sua azienda con 500 dipendenti,che produce abbigliamento: "In 20 anni di pendolarismo non mi sono ancora abituato ai mutamenti profondi della mia patria di origine. La Cina è cambiata, fatico a riconoscerla,nel bene e nel male. Il poco tempo libero che il lavoro gli concede, Qiu Lin lo passa con la famiglia e gli amici connazionali e pratesi, va al ristorante, rigorosamente italiano ("Qui il cibo cinese ha un sapore diverso"), predilige la carne (guarda caso le fiorentine), ma non nasconde un'ancestrale passione per il riso, cotto rigorosamente in puro stile orientale. Dell'alta moda e del pret à porter italiano, Giulini adora Giorgio Armani: "così sobrio e tranquillo e mi piace anche Max Mara (la Giupel produce piumini per Marella, ndr), bellissimi cappotti, un pò troppo cari. E' un problema comune a tante collezioni di grandi stilisti italiani: benchè cuciti in Cina, sul mercato locale costano troppo. Anche per questo, rispetto ai miei esordi, ho cambiato stile, iniziando a vendere il mio made in "Italy, più accessibile".

Torna ai contenuti | Torna al menu